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BATTERIE LITIO POLIMERI

[ 18/11/2012 ]

Le batterie in polimero litio-ione sono apparse nel commercio destinato all'elettronica di consumo soltanto nel 1996. In precedenza erano una invenzione sovietica sotto segreto militare, ma in possesso anche del complesso militare industriale statunitense. La tecnologia venne rilasciata all'industria di consumo soltanto qualche anno dopo la caduta del Muro di Berlino.



Il tipo di batteria ricaricabile noto come accumulatore litio-polimero, o più raramente batterie litio-ione-polimero (abbreviato LiPo) è uno sviluppo tecnologico dell'accumulatore litio-ione. La principale caratteristica che li differenzia è che l'elettrolita in sale di litio non è contenuto in un solvente organico, come nel molto diffuso disegno litio-ione, ma si trova in un composito di polimero solido, come ad esempio il poliacrilonitrile.
Vi sono molti vantaggi in questo tipo di costruzione, che lo rendono superiore al disegno classico litio-ione, tra cui il fatto che il polimero solido non è infiammabile e queste batterie sono dunque meno pericolose se vengono danneggiate.


A differenza delle celle in litio-ione, che erano contenute in minuscoli contenitori rigidi in metallo cilindrici o prismatici (a nido d'ape), le attuali celle polimeriche hanno una struttura a fogli flessibili, spesso pieghevoli (laminato polimerico), e contengono ancora un solvente organico. Dal momento che non è necessario nessun tipo di contenitore in metallo, la batteria può essere più leggera e sagomata per occupare lo spazio che le è riservato nell'apparecchio da alimentare. Dal momento che hanno un impacchettamento più denso senza spazi tra le celle cilindriche e senza contenitore, la densità energetica delle batterie LiPo è maggiore di più del 20% rispetto ad una Litio-Ione classica ed è circa tre volte migliore rispetto alle batterie NiCd e NiMH.


La tensione delle celle LiPo varia da circa 2,7 V (scariche) a circa 4,23 V (a piena carica), e le batterie LiPo devono essere protette dall'eccesso di carica limitando la tensione applicata a non più di 4,235 V per ogni cella usata in una combinazione di esse in serie. Durante la scarica dovuta ad un carico di lavoro, questa dovrà essere rimossa e ricaricata al più presto quando la tensione scende sotto circa 3.0 V per cella (se usate in una combinazione in serie), altrimenti la batteria come conseguenza non potrà essere caricata più a lungo.


Se confrontate alle batterie Li-ion, le batterie LiPo hanno un tasso di degrado maggiore nel ciclo di vita. Ad ogni modo, recentemente, produttori hanno dichiarato di aver raggiunto un numero di 500 cicli di carica/scarica prima che la capacità si riduca dell'80% (vedi Sanyo). Un'altra variante delle batterie ai polimeri di litio è la "batteria al litio ricaricabile in film sottile" che ha reso possibile più di 10 000 cicli di carica e scarica.
Uno dei grandi vantaggi della tecnologia LiPo è che i costruttori possono sagomare la forma alle batterie più o meno come vogliono, questo può essere importante per i costruttori di telefoni cellulari che costantemente lavorano su telefoni sempre più piccoli, sottili e leggeri. Un altro vantaggio delle batterie ai polimeri di litio rispetto alle batterie Ni-Cd (nichel-cadmio) e NiMH (nichel-metalidruro) è che la corrente di scarica a vuoto è molto minore.


Uno dei principali difetti della tecnologia è la necessità di usare caricabatterie specifici, per evitare incendi ed esplosioni. La batteria può esplodere se corto-circuitata, a causa della bassissima resistenza interna e della conseguente tremenda corrente impulsiva che attraversa la cella. Inoltre una cella LiPo può incendiarsi facilmente se forata, per cui le batterie sono, in varie applicazioni, ricoperte da un involucro plastico che dovrebbe prevenire le forature. In applicazioni specifiche, inoltre, sono richiesti controlli elettronici di coppia per i motori elettrici collegati alla cella, al fine di contenere le correnti di scarica e di conseguenza il danneggiamento della batteria.

Queste batterie potranno alimentare anche la prossima generazione di auto elettriche. Il costo di un'auto elettrica di questo tipo è attualmente fuori mercato, ma i sostenitori dicono che aumentando la produzione il costo dovrà ridursi inevitabilmente.
Le batterie al litio vengono spesso utilizzate anche quasi in tutti i campi del modellismo dinamico.

Nel marzo 2005 Toshiba ha reso noto un nuovo progetto che offre un rapporto di carica molto più veloce (circa 1-3 minuti). Queste batterie devono ancora raggiungere il mercato ma dovrebbero avere un effetto dirompente sui prodotti elettrici ed elettronici in particolare per le auto elettriche, elettronica di consumo e nello specifico nell'aeromodellismo e automodellismo. Dalla fine 2009 sono in commercio alcuni lettori mp3 che impiegano solo 3 minuti per ricaricarsi.

Ci sono attualmente due tecnologie in commercio, entrambe sono agli Li-Ion-Poly (dove Poly sta per "Polimero elettrolita/separatore). Sono chiamate "Batterie ai polimeri elettrolitici".
L'idea è di usare un polimero permeabile agli ioni al posto della tradizionale combinazione di un separatore microporoso e un elettrolita liquido. Questo promette non solo una migliore sicurezza, dato che l'elettrolita polimerizzato non brucia facilmente, ma anche la possibilità di realizzare batterie molto sottili, dato che non richiederanno una pressione applicata al "sandwich" catodo-anodo.

Altre, più "esotiche" (comunque non ancora commercialmente disponibili) batterie Lipo usano un catodo polimerizzato. Per esempio, Moltech sta sviluppando una batteria con un catodo in plastica conduttiva.
Ancora un'altra proposta è di usare composti zolfo organico per il catodo in combinazione con un polimero conduttivo come il polyaniline. Questo approccio promette maggiore capacità di potenza (minore resistenza interna) e una maggiore capacità di scarica, ma attualmente ha problemi con il numero di cicli e costi di realizzazione.










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